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mercoledì 31 ottobre 2012

Salone del Gusto- Terra Madre 2012: avventura nel sapore e nel sapere

Foto Domitilla-in-cucina - CC license attribution


Dal 25 al 29 ottobre si è svolto a Torino il Salone del Gusto organizzato da Slow Food in abbinamento con il raduno di Terra Madre, il network di comunità di agricoltori, produttori e altri attori della filiera agricola.

Questa è la notizia di cui sicuramente avrete letto, sentito, visto sui media (old and new) nei giorni scorsi.
Ho passato tre giorni tra gli espositori, le conferenze, le degustazioni e sono qui a ripensare a questa “avventura nel sapore e nel sapere” appena trascorsa, con i sapori ancora ancorati alle papille gustative, gli aromi a portare la fantasia lontano e i visi della gente incontrata che si succedono davanti ai miei occhi come in un grande caleidoscopio della biodiversità umana.

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food
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220,000 visitatori in cinque giorni, 1012 espositori da 100 paesi diversi, 200 Presìdi Slow Food italiani e 120 Presìdi Slow Food internazionali provenienti da 50 Paesi diversi. Un calendario fitto di conferenze, cui hanno partecipato tra delegati e visitatori circa 16.000 persone, e poi ancora corsi Master of Food, attività educative e ludiche per famiglie e ragazzi, e ovviamente tante degustazioni.

Questi sono i numeri dell’evento come riportati da Slow Food, ma anche confermati dalla tanta e varia copertura mediatica ottenuta dall’evento. 

Ma sono numeri, parlano dell’evento quantitativamente ma non descrivono le storie delle persone; non descrivono la passione dei piccoli produttori la qualità dei loro progetti.
I numeri ci aiutano però a capire l’importanza di questa vetrina per la promozione di queste imprese, in un settore dove la grande distribuzione è cosi ingombrante da non lasciare molti spazi liberi.

Un cibo “Buono, pulito e giusto” questa è la sfida, l’ambizione della gente che ho incontrato. Gente animata da una passione non solo per la gastronomia ma per le tradizioni alimentari e la cultura che queste rappresentano. Sapori e saperi da presidiare e da mantenere per le generazioni future, e quindi in modo sostenibile con l’ambiente.


Sono tornata a casa con ingredienti, contatti, ricette e tante foto. Per il momento vi lascio con alcune immagini. Senza fretta condivideremo gli ingredienti e le ricette, i saperi e i sapori.

Insegnando ai più piccoli a riconoscere le verdure
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Il cioccolato Peruviano
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Produttore di pomodoro regina di Torre Canne, Salento, Puglia
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Le zucche del mondo
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La Sicilia dei pani
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Chef Andrea Bartolini, pannocchie alla crema di Reggiano
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Sale di Cervia
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Tinture Antiche (www.tintureantiche.com)
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koinè, laboratorio della pasta
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Centro per la biodiversità: Riso, varietà dell’Indonesia
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Erborinato di Bufala, Lombardia
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Lo stand Palestinese con lecuoche di Beit al Karama, centro socio-culturale
di Nablus gestito da sole donne, che – attraverso il cibo – aiuta altre donne
e promuove la città come luogo di arte e gastronomia
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L’aglio Chileno
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Formaggi di latte crudo di capra e di mucca, Francia
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Sali aromatizzati, Cipro
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Pastiglie di zucchero, Liguria
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domenica 12 agosto 2012

Berlino: sapori mittel-europei e tanto, tanto biologico.

Foto Domitilla-in-cucina - CC license attribution
Ho passato lo scorso fine settimana a Berlino, che ho trovato bellissima. 

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Non vi racconterò delle ferite della storia portate con dignità, né delle trasparenze architettoniche e politiche riflesse dalla cupola del Bundestag o del magnifico Orto Botanico dove anche i cestini della spazzatura differenziata hanno nomi latineggianti e pretendono di contenere esemplari rari di flora. Tutto varrebbe la pena di essere raccontato ma qui si parla di cibo! E quindi preferisco condividere con voi qualche informazione sulle abitudini alimentari dei berlinesi e sull’offerta per il turista.

Cominciamo con il dire che si stima che circa il 70% dei Berlinesi preferisca acquistare prodotti biologici, e questo si traduce in tanti punti vendita piccoli e grandi: dal piccolo negozio di tè e caffè che, pur senza avere targhe o comprendere nella ragione sociale il termine “biologico”, vende prodotti tutti provenienti da raccolti ottenuti senza l’uso di sostanze chimiche ai piccoli e grandi supermercati specializzati Bio.   Ma anche la grande distribuzione organizzata offre un discreto assortimento di prodotti biologici sia freschi che conservati.

Tanto per citarne alcuni tra i più grandi punti vendita sparsi un po’ ovunque per la città:

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Per tradizione la cucina tedesca include molta carne e salsicce di ogni tipo. Nella zona del centro, ad Alexander Platz o presso l’isola dei musei, vi potete imbattere in venditori ambulanti (anche se il nome locale di “grigliatori ambulanti” rende più l’idea) che vi vendono per un euro o due un Bratwurst mit Brötchen, ovvero la versione berlinese dell’hotdog: una salsiccia grigliata servita in un panino morbido con mostarda o ketchup a scelta.

I più famosi sono  però i salsicciotti al curry a cui è destinato persino un museo.

Ma se la tradizione locale predilige una cucina ricca di carne e un po’ grassa, le nuove generazioni scelgono di più vegetariano o vegan.
E questo vuol dire che i normali ristoranti includono almeno un paio di possibilità vegetariane e che ci sono diversi ristoranti vegetariani.

Se poi si parla di dolci il Cupcake Berlincomprende nell’assortimento anche brownies vegani, mentre la gelateria Caramello offre un assortimento di gelati da prodotti biologici non solo a base di latte ma anche a base di soya per i vegani.

E comunque vista la presenza di tante diverse comunità da tutto il mondo a Berlino si può in realtà mangiare di tutto e gustare i sapori di tante culture diverse: indiano, messicano, thai, e naturalmente italiano!
La presenza di una cospicua comunità turca si vede non solo nei numerosi Doner e ristoranti ma anche nella distribuzione. Molte sono le Superette con un grande assortimento di frutta e verdura e ovviamente di tutte le spezie e gli ingredienti  mediterranei che possiate immaginare.
Foto Domitilla-in-cucina - CC license attribution

E ovviamente a Berlino non dimenticate di gustare la birra, ce ne sono di tutti i tipi, anche biologiche e sono tutte buone. Molto popolare è la Berliner Weisse mit Schuss  ovvero una birra di frumento di non alta gradazione (3%) che viene servita  con sciroppi di frutta a scelta: lamponi, rabarbaro, asperula, etc. Come tutte le cosiddette birre “bianche” è molto dissetante (e secondo me meglio della nostra peroni e gazzosa).

Questa settimana la sfida è ancora in cantiere. Si tratta di rifare un dolce assaggiato in vacanza. Cosa che di per sé suona molto romantica e quasi proustiana: ripercorrere con i sapori le memorie di un momento di scoperta e di apertura verso un'altra cultura, in pratica però può essere un po’ complicato.
Ma cucinare è di per sé un’avventura; è come improvvisarsi alchimisti e trasformare gli elementi quindi vale sempre la pena di provare: che sia per ridere dei propri disastri, per correggere il tiro o per sentirsi una spanna dal pavimento per aver colto nel segno al primo tentativo.

Beh, nel mio caso sto correggendo il tiro, ovvero le dosi e spero al prossimo post di farvi provare dei dolcetti ai cranberries assaggiati in un forno berlinese che ho trovato deliziosi.
Come nei migliori sequel … (to be continued)

mercoledì 27 giugno 2012

Uova al tegame senza tegame pensando a Dali


http://www.brunocroci.it/uova al tegame.htm
“Uova al tegame senza tegame” è il titolo di un'opera olio su tela di Salvador Dali, surreale e pazzesca come tutte le sue cose. Reduce dalla visita ad una mostra a lui dedicata e forse più vittima del caldo che contagiata dalla pazzia del genio catalano, tutto ad un tratto questo titolo mi è sembrato simbolico delle sfide impossibili che oggi si trova ad affrontare chiunque abbia la passione per il cibo, che poi è quello che voglio condividere con voi con questo blog.

Come fare a cucinare le uova al tegame senza il tegame? Sono sicura che dei modi ci sono, più o meno scientifici o brutali,  dalla cucina molecolare all’asfalto rovente, e non tutti con gli stessi risultati. Ma resta che bisogna aguzzare l’ingegno ed accettare di non farsi buttar giù alla  prima difficoltà.

Non mollare! Neanche dopo aver provato per la prima volta a fare la maionese a casa con le uova fresche, fresche che vi ha dato l’amica che si è trasferita in campagna pensando di farvi un favore e invece vi ha gettato nella disperazione per aver sprecato mezzo litro di olio extravergine costosissimo. O dopo la delusione delle prime meringhe che sembravano essere perfette ma al tocco si sono afflosciate manco fossero state fatte con la schiuma da barba.

E non è forse una sfida “impossibile” fare la spesa conciliando i desideri della gola e quelli della testa, la qualità dei cibi e il budget? 

Questo blog vi accompagnerà alla scoperta di alcune delle sfide che riguardano  oggi il mangiare, il cucinare e il cibo in genere. 

A volte condividerò ricette ed esperimenti non solo miei ma anche degli amici appassionati come me o vi segnalerò quanto curiosando nell’editoria off-and-online mi sembra risolva o annunci una delle tante sfide del buon mangiare oggi.
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